“Ma cosa ti senti quando non stai bene?”

Non è semplice da descrivere.

Innanzitutto mi sento molto rallentata. In tutto. Nei singoli movimenti. Nel respiro. Nel portare a termine le attività quotidiane. Nel preparare il bimbo ed il suo trasloco dalla tata alla mattina. Nei pensieri. Nella capacità di comprensione ed in quella di formulare frasi complete. Nell’aprire i mie mille file mentali. Nel rispondere alle richieste lavorative. Nell’arrabbiarmi con me stessa perché nello stesso tempo non riesco a fare le medesime cose di quando sto bene.

In contemporanea mi sento estremamente debole. In tutto. Nel corpo che non mi sorregge. Nella mente che non funziona egregiamente. Nell’animo che si fa vulnerabile. Nell’umore che diventa fragile.

A volte mi sento disorientata. In tutto. Mi si annebbia la vista ed allora ci impiego qualche secondo a ricordarmi dove sono. Mi alzo dalla sedia, mi gira la testa ed il luogo dove mi trovo cambia forma e non lo riconosco. Guido la macchina ed improvvisamente non ricordo dove mi sto dirigendo. Cammino tra una commissione e l’altra e mi devo fermare appena riesco per riprendermi e fare mente locale su dove sono e cosa devo fare.

Spesso mi sento sola. In tutto. Nella comprensione dei miei stati d’animo. Nella gestione dei malesseri durante la giornata. Nella grande fatica che faccio per svegliarmi, preparare il trasloco dalla tata, andare al lavoro, riprendere il nanetto, ritornare a casa, gestire i capricci di Attila “post mia assenza causa lavoro” quando il marito non è ancora arrivato.

Entro in modalità “procedere per inerzia”. In tutto. Porto a termine le mie attività nel triplo del tempo e senza slanci. Nulla mi tocca. Non provo niente davanti a del buon cibo. Non mi metto a ballare o a cantare se parte la musica. Non ho voglia di guardare un film. Non ho la concentrazione necessaria per leggere. Non ho sono intenzionata ad uscire alla sera o a vedere gente. Non ho nessun desiderio se non quello di arrivare a fine giornata per sdraiarmi a letto.

Adotto delle strategie. In tutto. Nel lavoro se sono in fase down cerco se possibile di non fissare appuntamenti troppo presto alla mattina o troppo tardi al pomeriggio. Nelle varie commissioni mi configuro mentalmente i punti ristoro, generalmente bar, in cui potermi fermare al primo tremore o segnale di debolezza. Nella gestione della casa, mi ammazzo nei momenti in cui sto bene per portarmi avanti con lavatrici, ordine e altro. Nella gestione del bimbo cerco di creare il momento lettura per ricercare la tranquillità.

“Ma cosa ti senti quando non stai bene?”

“Sono un po’ debole e mi sento le gambe molli”.

“Comunque ti trovo benissimo. Sei in gran forma! Complimenti!”

3 pensieri riguardo ““Ma cosa ti senti quando non stai bene?”

  1. Anche “ma tu sei forte”…

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    1. Non l’avevo mai pensato…grazie mille 🤗
      Buona giornata

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      1. A me lo dicono sempre 😬
        Buona giornata a te 😘

        Piace a 1 persona

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