Zumba Chapter 5: lo spettacolo di fine anno

Il marito al mio ritorno dalla serata dedicata allo spettacolo di fine anno dei corsi di danza dei bimbi e dei ragazzi della nostra istruttrice e dei senior del “Gruppo Zumberi”: “Ma almeno hai fatto amicizia con qualcuno?”

Stessa domanda quando sono tornata dalla lezione di Zumba in riva al lago delle 15.30  del 25 aprile sotto il sole cocente dei 35° all’ombra davanti ai turisti incuriositi.

Stessa domanda di ritorno dalla giornata della fiera del fitness a cui ho partecipato insieme al “Gruppo Zumberi”.

Probabilmente sarà la stessa domanda che mi porrà dopo le serate in riva l lago al ritmo di Zumba quando fra poco partirà la stagione estiva del corso.

La mia risposta è e sarà sempre la medesima in ogni occasione: “No. Scambio due battute con un paio di Zumberi, sto lì con loro, ma non ho fatto amicizia con nessuno”

Lui ogni volta controbatte: “Quindi tu vai, stai lì, fai la tua esibizione e basta???”

Beh, la parola “basta” mi pare un po’ riduttiva. E’ vero che frequento le lezioni di Zumba da diversi mesi senza aver fatto amicizia con nessuno, ma al contempo mi diverto molto e direi che non è poco. Ho anche superato i miei limiti: ho portato a termine cose che mai avrei pensato di fare prima di dedicarmi allo “zumbettamento”. Io, la poldokiller il divano, che zumbetta sotto il sole cocente quando di solito appena il termometro supera i 22° cesso ogni attività fisica! Io, che ho sempre guardato con sospetto i tipi sportivi, ho partecipato ad una fiera del fitness, piccina ed artigianale ma pur sempre fiera del fitness! Io, che l’unico sport che pratico in estate sono le mie nuotate nel lago, sto pensando seriamente di proseguire a bailar in riva al lago durante la stagione caliente! Va quanti cambiamenti in poco tempo! Quasi non mi riconosco più! Dici poco! Devo inoltre aggiungere una premessa: io non appartengo a quel 94% di donne che devono avere l’accompagnatore, uomo o donna che sia, in ogni loro attività.  Non ho bisogno della presenza di un’amica per frequentare un corso o per recarmi alla toilette. Ho sempre fatto tutto da sola. Sono così già da quando ero bambina. Parto quindi dal presupposto di essere sola, che poi alla fine sola non sono. Quando parte la musica facciamo tutti parte di questo bel gruppo numeroso e variegato che porta con sé una grande voglia di vivere. Si azzerano le differenza di età, di agilità fisica e di appartenenza etnica. Siamo tutti solo Zumberi che trasmettono la propria gioia, ognuno a modo suo e col proprio fondamentale contributo. Finita la musica si ritorna alla situazione iniziale: ciascuno si riappropria del proprio status ed io della mia “bolla” separata dal resto.  Lo vedo come una conseguenza naturale: visto che a differenza del 94% delle donne non viaggio in coppia, mi pare normale che io ritorni nella mia bolla isolata. Ciò non significa che io faccia scena muta tutto il tempo: ovviamente converso con chi mi rivolge la parola e scambio battute, soprattutto con alcune persone rispetto ad altre, ma non posso parlare di un grado di conoscenza più profondo. Eppure sento di appartenere a qualcosa. Ieri sera, ad esempio, ero seduta nella zona del teatro dedicata agli Zumberi e ho cantato, ballato, tenuto il tempo con le mani ed applaudito durante le esibizioni degli altri insieme ai miei compagni di avventura. Mi sono divertita molto, anzi ci siamo divertiti molto. Non è stato un semplice saggio. La nostra istruttrice è riuscita a trasformare un banale saggio di fine anno in un vero e proprio spettacolo dando un senso ed un significato profondo alla serata ed al divertimento, senza far mancare i momenti comici. E’ stato uno spazio di riflessione e allo stesso tempo di sospensione atemporale dei pensieri che quotidianamente assillano le nostre menti. Una bella atmosfera ha avvolto il teatro. Non è facile avere dei momenti di questo genere, seppur siano di fondamentale importanza per sopravvivere alla vita frenetica e stressante a cui ci si appiattisce sempre più.

Prima che cominciasse lo spettacolo una signora mi ha chiesto, indicando la sedie vuota di fianco a me: “Posso sedermi qui? Ma tu sei una Zumbera, vero?”. Io ho prontamente risposto con fierezza: “Sì”. Sguardo d’intesa, calano le luci, si apre il sipario, lo spettacolo comincia…si balla!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close