La social arma

Quando apro i social a volte mi assale una profonda tristezza. Tutta questa smania di apparire, tutta questa importanza alla facciata, tutta questa voglia di dimostrare al mondo che ci si diverte nei locali giusti. Perché si ha bisogno di tutto ciò? Perché il giudizio degli amici di social che spesso manco ti salutano se ti incrociano per strada è così importante? Perché non c’è più confine tra privato e pubblico?

Non ne faccio una questione di età: è trasversale. I giovani contano i like dell’ultimo post tanto quanto i loro genitori. Prima di fare qualsiasi attività ecco l’esibizione di allegre famiglie con innaturali sorrisi per intere sessioni fotografiche. Bambini che chiedono ai genitori di farsi ritrarre imitando le pose degli adulti. Genitori che fanno selfie al tramonto mentre i figli si stanno ammazzando di botte. Mamme che costringono neonati a guardare dritto nella fotocamera del cellulare per spacciare una foto da strafiga con tutti gli attributi in mostra in una foto che ritrae la “vita ordinaria di madre con pupo al seguito”.

Non demonizzo i social: disprezzo il significato ed il potere che noi li attribuiamo.

Non li vieterei: sarebbe anacronistico.

Li userei solo a mio piacimento. Li piegherei al mio volere. Li utilizzerei come strategia per capire il funzionamento cognitivo delle persone di fronte ad essi. Li utilizzerei per smascherare la povertà di contenuti che si cela dietro i post. Li userei come arma di difesa da tutta la cattiveria ed invidia del mondo.

Sì, i social sono un’arma con cui puoi far crogiolare a fuoco lente la gente divorata dall’invidia, dalla cattiveria e dalla superficialità.

Un’arma potentissima, efficacentissima ed a costo zero.

10 pensieri riguardo “La social arma

  1. Personalmente ho solo linkedin.
    L’opacità e la superficialità dei social mi annoiano molto. Alla fine, i contenuti sono sempre tutti uguali e c’è un ostentazione di qualcosa non presente nella vita reale.
    Mi hanno fatto riflettere alcuni articoli che ho letto su come le relazioni sentimentali si stiano impoverendo proprio “grazie” ai social. Nascono nuovi fenomeni di abuso emotivo di chi utilizza il pc per ferire il prossimo senza assumersi le conseguenze delle proprie azioni.
    I social come tanti aspetti della nostra società trovo che ci stiano privando della nostra umanità tirando spesso fuori il lato peggiore di noi.

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    1. Mi interessa molto quest’aspetto dell’impoverimento delle relazione sentimentali (lo estenderei a tutte le relazioni interpersonali, non solo quelle sentimentali) a causa dei social. I social ormai sono dei riflessi condizionati del modo in cui interagiamo con gli altri. Appiattiscono od annientano l’emotività profonda e l’empatia perché noi lo permettiamo. Per quanto riguarda la “social arma” io la intendevo come difesa, non come vile attacco. Difesa perché ad esempio con essi puoi smascherare a tempo record la superficialità altrui o, nel caso in cui ci si voglia difendere dall’invidia e cattiveria, utilizzare dei post mirati per restituire la medesima moneta alla persone invidiose.
      In effetti c’è tutto il resto che tu hai sottolineato: l’aspetto di utilizzare i social come bieco mezzo per ferire gratuitamente gli altri senza avere il coraggio dei propri pensieri o delle proprie azioni. Anche se gratuitamente, sempre di ferire si tratta ma pare quest’aspetto delle conseguenze, anche molto gravi, venga completamente negato o rimosso (pensiamo al cyber bullismo). In questo caso i social vengono utilizzati come una “Westworld” virtuale.
      Ora più scrivo, più tutto mi sembra triste e penoso. Prima cercavo il lato “positivo”, intelligente e strategico dei social.

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      1. Se sei interessata a tematiche relazionali, prova a googlare termini come: ghosting, orbiting, zombing….
        In parte i social ti danno la dimensione della persona che c’è dietro e ti permettono anche di “difenderti”. Però, alla fine, che importanza ha? Trovo che dovremmo tutti fare un passo indietro, mettere giù il mouse e i telefonini e ricominciare davvero a scambiare una parola con il vicino.

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      2. Grazie!
        Concordo pienamente con te!
        Parlare col vicino guardandolo negli occhi senza fissare l’obiettivo della fotocamera.
        Proveremmo meno tristezza e pena verso la “miserritudine” umana da social!

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  2. e sono anche veicoli d’odio…quindi sì, volendo un’arma potentissima

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    1. Nel post facevo riferimento al loro uso come arma difensiva dalla cattiveria, superficialità ed altro. Hai ragione, sono anche veicoli d’odio perché le persone sono intrise di odio, rancore, rabbia, solitudine e mancanza di sopportazione e trasferiscono tutto ciò senza filtrarlo nei social. Questi ultimi amplificano all’ennesima potenza tutto quello che viene trasportato sulle loro piattaforme sia in positivo, che in negativo. Prima mi ero limitata agli effetti su “bassa” scala, non su quelli legati ai massimi sistemi. Purtroppo credo che l’uomo moderno abbia trovato la sua “Westworld” che è anche il riflesso della sua cordardia

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      1. ci hai preso in pieno…condivido

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