Mattina vs Sera

Orario aperitivo di un gelido lunedì di gennaio. Una ragazza è seduta in un bar, quello stesso bar che la mattina l’ha vista fare colazione. Identica ordinazione dell’inizio della giornata: cappuccio e brioche alla Nutella, ma con la differenza che adesso la ragazza è seduta di spalle nel penultimo tavolo in fondo al locale. Ha lasciato dietro di sè baristi, gente, musica e vita.

Mangia distrattamente senza assaporare. Alla mattina assaporava giosamente il mondo di Nutella racchiuso nelle morbide braccia della brioche. Ora il cibo la lascia indifferente senza donarle felicità.

Sente la musica trasmessa in sottofondo senza ascoltare. Alla mattina ascoltava beatamente “Il mio canto libero” di Battisti. Tra un morso e l’altro alla brioche ha canticchiato qualche verso senza accorgersene. Ha mosso le gambe tenendo il tempo e nella toilette ha persino azzardato un passo di danza. Ora la canzone le scivola addosso senza lasciare segno.

Pensa affannosamente senza intravedere la luce. Alla mattina rifletteva soppesando equamente difficoltà, fatica e speranza. Ora è oppressa dalla desolazione, dalla stanchezza, dall’assenza di forze, dalla propria aridità. Lei non è arida, tutt’altro, ma in quel momento, sentendo nuovamente Battisti in sottofondo e non provando emozioni, si è percepita in tal modo.

Arida perché non è riuscita a trattenere la poesia delle parole e della melodia del brano musicale. Arida perché non ha provato gioia dinnanzi ad un dolce. Arida perché si è chiusa al mondo. Arida perché non ha saputo accogliere dentro di sè la vita. In quel momento la sua anima si era perduta chissà dove. Il suo io più profondo era stato spazzato via ed il corpo procedeva a stento. Le occhiaie scure diventavano sempre più pesanti da sopportare. Il pallore del viso quasi ultraterreno. La debolezza delle gambe sempre più fastidiosa. La testa continuava a girare senza sosta non lasciandole tregua.

Seduta in quel bar, ora quella ragazza pensava solo ad una cosa: con le ultime energie avrebbe voluto sprofondare nell’acqua calda del lago in una notte d’estate. Lasciarsi andare a fondo nell’oscurità della notte. In una notte buia senza luna.

Alla mattina c’era un bel sole caldo. Ora l’oscurità della notte.

 

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