Lavatrici mon amour!

Ogni tanto ho l’impressione che la mia vita sia semplicemente un momento di attesa tra una lavatrice e l’altra. A titolo esemplificativo sfrutterò lo scorso week-end dell’Immacolata.

Giovedì ho avuto una giornata da infarto: ho corso tutto il giorno sentendo pure un po’ di tachicardia. Mille cose contemporaneamente al lavoro. Mille cose contemporaneamente fuori dall’ufficio. Mille pensieri che hanno affollato la mia mente. Una giornata a mille, come i giri della della centrifuga della lavatrice che ha terminato 5 minuti dopo il mio rientro a casa. Dopo aver steso il bucato, pappa al nanetto e via a mille all’ora verso il Fatkiller. Dopo aver ucciso il temibile fat a colpi di squat, rieccomi di nuovo a casa davanti alla lavatrice a caricare il lavaggio successivo programmandone la partenza posticipata per farlo terminare all’ora del risveglio del giorno seguente.

Venerdì, giorno dell’Immacolata: mi sveglio e dopo colazione stendo. Preparo il nanetto per uscire. Mi preparo anch’io e subito dopo eccomi già lì a caricare un’altra lavatrice: da un rapido calcolo terminerà il lavaggio proprio quando saremo di ritorno dal pranzo al ristorante con gli amici. Rientrati dal pranzo gioco un pochino con la piccola peste. Gli leggo un libro per farla calmare. La metto a letto. Si addormenta ed ecco il mio momento glorioso! Vai di stendino!!!! Dopo aver ritirato e messo via i panni della precedente lavatrice, stendo il bucato ancora bagnato. Sistemo un po’ casa. La piccola peste si sveglia. Decoriamo l’albero di Natale, il primo con la sua partecipazione attiva. Finito il momento decorativo mi raccolgo nella mia stanza: il bagno. D’altronde non potrebbe essere altrimenti: è lì che si trova la lavatrice. Carico un altro lavaggio, schiaccio start ed il tempo vola a preparare la cena e poi….via di nuovo a stendere! Riordino la camera mentre il marito sistema la cucina post pappa e all’improvviso sento quel suono. E’ un suono dirompente. E’ il modo in cui la lavatrice mi richiama a sè. E’ il suono che indica la fine del lavaggio. Ritiro e ripongo ordinatamente negli armadi i vestiti del precedente bucato e stendo (di nuovo????) quello appena centrifugato. Gioco un po’ con il nanetto. Lo cambio e lo metto a letto dopo il biberon di latte pre-nanna. Ritorno alla lavatrice: la carico col bucato successivo. L’indomani non avrò il tempo per prepararla: in questo modo sarà già pronta e dovrò solo avviarla prima di uscire di casa. Mi siedo sul divano. Decido il film da guardare: “La pazza gioia” di Virzì. Dopo 20 minuti crollo miseramente tra le braccia di Morfeo.

Sabato: colazione mia e del marito. Colazione nanetto. Cambio, lavo e vesto di corsa il nanetto. Mi sistemo velocemente. Preparo la borsa. Squillano alla porta: i nostri amici sono in anticipo. Salgono in casa. Il nanetto ed il suo amichetto giocano mentre termino gli ultimi preparativi. Piumino, sciarpa, berretta e guanti. Si esce!!! Stop!!! Fermi tutti: DEVO rientrare e schiacciare il tasto start della lavatrice: non posso uscire senza avviare il ciclo di lavaggio che poi mi sballa tutta la tabella di marcia! Avvio il lavaggio. Chiudo la porta e via verso la prima esperienza da pendolari per le due piccole pesti! Portiamo i bimbi sul trenino di Babbo Natale che percorre le vie del paese. Bello direte voi. Sì, se il trenino arrivasse in orario, se fosse composto da 72 carrozze e se la temperatura fosse di 20 gradi. Ma si sa che non è così e quindi ci spariamo un viaggio completamente spiaccicati gli uni agli altri dove i bimbi non vedono assolutamente nulla di quello che c’è fuori. In realtà la mia piccola peste non ne fa un dramma: pare più interessato alle due bambine bionde davanti a noi. Al capolinea cerco di scendere dal trenino, ma l’operazione risulta complessa come in un qualunque treno di Trenitalia. Causa assenza di spazio, per tutta la durata del viaggio le mie gambe sono state tutte storte e compresse. Il nanetto col suo “dolce” peso ha aggravato la situazione. La contrattura muscolare necessaria per non scivolare addosso agli altri bimbi durante le discese o le curve del trenino ha fatto il resto. Mi alzo dal sedile tutta rattrappita. I passeggeri spingono per scendere ma non riesco a far atterrare fuori la piccola peste. I miei amici non mi possono aiutare perchè inghiottiti dalla folla. Chi deve salire preme per farlo e così mi ritrovo in mezzo alle due forze: quella di chi scende e quella di chi sale. Con uno slancio riesco a far scendere il nanetto e lo seguo a ruota zoppiccando. Per oggi ci siamo giocati la gamba destra! Prima di rientrare a casa breve giro in farmacia e poi giunge il mio momento. Il momento in cui sai che se anche tutto è andato storo, hai la certezza che rientrando a casa qualcuno ti aspetta con ansia. Varco la soglia di casa e quel suono mi accoglie con gioia: il mio cuore ha un sussulto. Corro verso il bagno: il lavaggio è finito! Ritiro il bucato dallo stendino e via subito a sostituirlo con quello appena lavato! Subito dopo preparazione pappa nanetto, pranzo nostro e…via con un altro carico di panni! Le successive ore passano velocemente tra giochi, pulizia casa, merenda ed subito “momento stendino”! Un attimo dopo cena, riti pre-nanna e “Ulisse, il piacere della scoperta” che tratta dei “cuccioli di uomo”. Dopo essermi sparata  gravidanza e primi mesi del neonato finalmente arriva la parte della puntata che mi interessa: lo sviluppo dei bambini dall’anno e mezzo ai due anni e…mi addormento all’impprovviso. Ricordo solo che mentre spegnevo la tv in dormiveglia ho pensato: “Che bello domani sono ancora a casa dal lavoro quindi posso continuare con le lavatrici!”.

Houston, abbiamo un problema!

17 pensieri riguardo “Lavatrici mon amour!

  1. 😂😂😂😂😂😂😂😂anche a casa mia la lavatrice non dorme mai😂

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  2. Paroledipolvereblog 15 dicembre 2017 — 23:39

    Anche da me siamo in 5….

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    1. Sei appena diventata la mia eroina!!!

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      1. Paroledipolvereblog 15 dicembre 2017 — 23:49

        Pensa che l’8 ne ho fatte 4 perché avevo portato della biancheria da lavare dalla casa in campagna…. avevo stendibiancheria tipo letti a castello

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      2. Io ormai sono un architetto degli stendini da interni! 😀😀

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      3. Paroledipolvereblog 15 dicembre 2017 — 23:54

        Io una designer vedessi che disarmonie che creo…..

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      4. Beh comunque pet creare tutto ciò ci vuole intelligenza ed organizzazione fuori dal comune
        Ikea scansati! 😂😂

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      5. Paroledipolvereblog 15 dicembre 2017 — 23:58

        Sì hai ragione dovremmo ideare l’incastro delle lavatrici con stendini

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      6. Paroledipolvereblog 16 dicembre 2017 — 0:01

        Si pensiamoci! Hanno inventato il mocio? Ecco noi inventiamo questo

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      7. Faremo un sacco di soldi! 😉😉😉

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      8. Paroledipolvereblog 16 dicembre 2017 — 0:07

        Ei 50 e 50 eh? Se no lavi tu anche x me😄😄😄😄

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      9. Paroledipolvereblog 16 dicembre 2017 — 0:12

        Bene manco dormiamo e già sogniamo….che successo.

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      10. Il sonno è superato…contano i sogni!

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      11. Paroledipolvereblog 16 dicembre 2017 — 11:39

        Già

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