Zumba Chapter 3: il nonnismo

Non importa quanto prima arrivi alla lezione di Zumba: LORO sono già lì. Non importa se le saluti con un sorriso: LORO non sono obbligate a degnarti di un solo sguardo. Non importa se ti vuoi sedere in attesa di entrare in palestra: LORO hanno il diritto di occupare le sedie. Tu no. Tu non hai il diritto di sederti, o di entrare dall’ingresso principale, o di seguire la lezione tra le prime file. Tu no. Tu non sei una veterana. Tu sei una pischella. Tu sei una new entry. Tu manco sapevi cos’era lo Zumba prima di partecipare al corso. Tu non hai diritti. Tu devi entrare dall’entrata secondaria passando per lo spogliatoio e sorbirti la gente paonazza e sudata del corso di fitness precedente che cercherà di intimidirti con frasi del tipo: “Eh, eh, noi abbiamo già dato. Mo’ tocca a te! Auguri!!!”. Puoi non farti spaventare e cambiarti indossando i vestiti sportivi alla Speedy Gonzales, ma quando varcherai la soglia della palestra LORO saranno già lì. Sì, le avevi lasciate un attimo prima con la giacca chiusa sedute all’ingresso, ma ora si sono materializzate in palestra in canotta con aria da dure. Non ti è dato sapere come hanno fatto. Non farti domande sul perchè LORO devono fare l’ingresso trionfale dalla porta principale. Non credere poi di poter appoggiare la tua bottiglietta d’acqua nello spazio più comodo. LORO hanno già segnato il territorio con le LORO borse. Tu puoi solo ritagliarti un minuscolo spazio per le tue cose dall’altro lato della palestra, quello vuoto tra un materassino ed un attrezzo di ginnastica. Ah, non permetterti di pensare nemmeno a posizionarti tra le prime file. Tu non hai il diritto di vedere l’istruttrice. LORO hanno già occupato la prima metà della palestra secondo criteri ben precisi: le “veterane dure e pure” possono stare alla destra d’istruttrice, le “veterane anzionotte” nella fila immediatamente dietro, mentre le “veterane semplici” nella fila dietro ancora. Ognuna di LORO ha il posto assegnato: come a scuola fra i banchi, ad ogni lezione ciascuna prende il SUO posto. Non ti azzardare ad avanzare timidamente di fila: LORO ti ricacceranno nelle retrovie, il posto designato alle matricole. Sarà difficile capire i passi senza vedere nulla? Beh che pretendi, pischella?! Puoi solo riconoscere la tua inettitudine come fa la tipa di fianco a te mentre parla con una di LORO: “Io non sono una veterana come voi, non sono brava”. E se proverai, tra un balletto e l’altro, ad arrivare alla terza fila approffitando di assenze dovute ai primi malanni di stagione, verrai prontamente umiliata dalle veterane che si disporranno a “testuggine romana”. Perchè tu devi stare al tuo posto. Perchè tu non sei nessuno. Perchè tu non sai nulla dello Zumba. Perchè tu non sei un’adepta. Perchè tu non hai ancora aderito ai sacri dogmi. Perchè lo Zumba è fede. Perchè lo Zumba è uno stile di vita. E pure lì, come nella vita reale, c’è il nonnismo. Ma non come quello del militare. Peggio. Perchè quello femminile non ha eguali.

6 pensieri riguardo “Zumba Chapter 3: il nonnismo

  1. vero proprio così … raccontato benissimo

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  2. 😂😂😂😂grazie mille il racconto è troppo forte

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  3. accidenti, se c’è nonnismo è una roba seria…
    “quello femminile non ha eguali”… grandioso 😀 😀 😀

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