Martedì

Mi sveglio pensando: “E’ martedì. Dopo un lunedì come quello di ieri tutta la settimana sarà in discesa”.

Il Martedì invece è subdolo. Agisce nell’oscurità. E’ vendicativo perché sa che tutti lo sottovalutano rispetto al suo fratello maggiore “Lunedì”. Aspetta in silenzio e nel preciso momento in cui ti convinci che nulla potrà essere peggio del lunedì, lui agisce. Alle spalle. L’ho detto, è subdolo.

Non faccio in tempo ad alzarmi dal letto che il Martedì mi sferrà un attacco imprevisto allo stomaco: crampi allucinanti e dolori. Persevera con rallentamento motorio e richiamo dell’acido lattico della sessione di Fatkiller Revolution della scorsa settimana verso tutti i muscoli del corpo. Nel giro di un quarto d’ora sono k.o. Dopo un’oretta mi ripiglio e terminato di preparare l’occorrente per me e per il Nano riesco ad uscire di casa. Cammino lentamente e con fatica. Sento un freddo cosmico. Arrivo al parcheggio e mi metto a raschiare lo strato di ghiaccio dal parabrezza. Salgo in macchina ed accendo a manetta il riscaldamento. Carico bagagli e Nano. Risalgo. Cerco di stringere il volante fra le mani, ma non sento più la circolazione sanguigna: al posto delle mani ho due pezzi di ghiaccio. Piano, piano arriviamo dalla baby sitter. Scarico passeggino, mi metto in spalla lo zaino, sgancio dal seggiolino il Nano e lo prendo in braccio. Lo posiziono sul passeggino e corriamo verso la casa della baby sitter. Al cortile interno dell’abitazione faccio uno slancio: il primo della giornata. Wow, ho recuperato delle forze alla facciazza tua, malefico Martedì! Ecco. Mai sottovalutare il Martedì. Come dicevo è subdolo. Troppa energia, troppo slancio. Inaspettatamente la cerniera dello zaino stracolmo si apre a cade per terra la sacca contenente il cibo per la giornata del Nano, ivi compreso il biberon di latte. Mi giro: la borsa giace in una pozzanghera bianca. Il biberon è andato in frantumi. Salgo velocemente le scale con zaino e nano. Mollo il bimbo alla tata e corro verso casa per riempire di latte l’altro biberon. Durante il tragitto sono come la versione materna di Pollicino: semino gocce di latte lungo il mio cammino. Recupero il biberon di latte e pulisco le tracce di latte lasciate per il condominio.  Riparto verso la casa della baby sitter: le lascio il biberon, saluto la Piccola Peste affamata e riparto di corsa verso l’ufficio. Ormai è tardi e dovrò recarmi al lavoro in macchina perchè il treno è già partito. A metà percorso mi fermo 5 minuti per la colazione al bar: sono talmente spossata che scelgo la brioche liscia. Risalgo in macchina e procedo lungo la via dell’ufficio. Inserisco il “pilota mentale automatico”: macino chilometri con indifferenza e senza mostrare cenni di vita. Il mio stato di salute è più grave di quanto appaia: lo capisco quando alla radio trasmettono “Mille giorni di te e di me” di Baglioni e la ascolto impassibile senza cambiare stazione. Non solo. Ascolto la musica senza cantare e ballare. Non solo. Non ho reazioni quando rimango  bloccata nel traffico. Non solo. Non sorgono in me preoccupazioni sul fatto di essere in stra-ritardo (è anche vero che non ho appuntamenti di lavoro imminenti).

Finalmente arrivo al parcheggio dell’ufficio e trovo posto solo in quello in cui oggi, il Martedì, si effettuerà la pulizia strada. Ergo, dovrò ricordarmi di spostare la macchina più tardi al primo posto disponibile che sarà ad un chilometro di distanza. Entro in ufficio e le prime tre telefonate esordiscono con: “Ti ho cercato un sacco di volte stamattina ma non rispondevi mai!!!”.

Eccomi lì, avvolta dal gelo dell’ufficio con ancora la giacca addosso con la stessa faccia di Zio Fester della Famiglia Addams ma con i capelli di Telespalla Bob dei Simpson che risponde: “One moment, please! E’ martedì!”

4 pensieri riguardo “Martedì

  1. Perchè il mercoledì invece? Te lo raccomando! Io comincio a respirare il giovedì sera, la sacra ed immutabile partita di calcetto con gli amici svolta la settimana tra in prima ed un poi. E io preferisco il poi!

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    1. Se il martedì è subdolo, il mercoledì è infimo! È sempre lì granitico in mezzo alla settimana. Il giorno più lungo. Il giorno che non passa mai!!@

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  2. Quando si arriva al centro di una settimana che è il giovedì… di può solo o risalire o stagnare … 🙂

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    1. È vero! Il giovedì è il momento della svolta sia essa positiva o negativa 😉

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