About last w-e part 3: il locale fasssshion!

Ho fatto training autogeno per prepararmi alla serata “Festa di compleanno in locale figo”. Partiamo dal luogo. Quello è il genere di posto che io classifico da “fiera del bestiame”. Tipico locale modaiolo di provincia dove tutti vanno con degli scopi precisi:

  • Mostrare: vantarsi della propria silhouette frutto di mesi e mesi di dieta ferrea con lassativi annessi, esibire i propri muscoli scolpiti da ore ed ore di sedute durissime in palestra, sfoggiare l’ultimo abitino alla moda sopra tacchi vertiginosi, fumare davanti all’ingresso con atteggiamento da figo assoluto decidendo con uno sguardo se sei degno di far parte della serata o meno;
  • Cercare l’anima gemella (sono troppo romantica lo so);
  • Dimostare di trascorre il w-e in modo “very cool” nel locale fashion del momento quale status symbol del tempo libero perchè rimanere a casa di domenica sera guardando tranquillamente un film fa molto sfigato;
  • Postare almeno 20 foto frutto di lunghe sessioni fotografiche e lavoro di photoshop che testimonino la tua presenza nel locale con la gente giusta in un stato di perenne brindisi o ammiccamento.

Non so voi ma a me questi locali provocano moti di tristezza inconsulta. Sai già chi troverai:

  • Le tipe strafighe con gonne cortissime, tacchi a spillo e trucco evidente. Di solito ridono a crepapelle alle (non) battute dei ragazzi strafighi;
  • I tipi strafighi in attilate camicie a maniche corte anche in mezzo ad una bufera di neve per far risaltare l’abbronzatura e la depilazione post “giornata al centro estetico”;
  • I tipi da bancone, ossia quelli sempre seduti al bancone del locale con perenne drink in mano che tentano di fare i fighi con le tipe strafighe sperando in una grave miopia di queste, nella luce soffusa e nelle musica ad alto volume. Sanno che appena usciti da quest’aurea di mistero l’incanto svanirebbe e nessuna tipa strafiga e non se li filerebbe;
  • I tipi intellettuali che si vede lontano un chilometro che si sentono pesci fuor d’acqua e che cercano disperatamente argomenti comuni di conversazione con le tipe strafighe, le quali, dal canto loro, li snobbano atrocemente;
  • I finti intellettuali che, sfruttando il periodo “va di moda il tipo intellettuale con gli occhiali”, cercano di far colpo facendo leva sull’unico grammo di tenerezza delle tipe strafighe non potendo puntare sui muscoli della palestra;
  • I vecchietti che si credono “forever young” e che invece vengono derisi da quelli veramente young.

Lo so, così sembra che sia appena suonata la campanella del liceo, ma invece qui ci sono solo persone dai 20 anni in avanti. Probabilmente in certi luoghi si replicano le dinamiche dei tempi della scuola con il gruppo di ragazze strafighe che se la tirano un sacco deridendo gli sfigati intellettuali di turno a fronte di svenimenti improvvisi al passaggio dei bellocci del momento. Forse no. Magari è il contrario: non si replicano le stesse dinamiche, ma sono semplicemnte sempre quelle per tutta la vita. Può darsi che, sepolto sotto fiumi di parole, il protitipo delle relazioni sociali rimanga immutato nel tempo e che quello che si sperimenta al liceo è solo l’estremizzazione dello stesso ed identico modo di entrare in relazione con altri. In questo prototipo ognuno danza all’interno del proprio abito da “tessuto di stereotipo sociale” eseguendo i passi che il vestito che gli consente di eseguire. Tale dinamica di fondo la si può trovare sia nelle interazioni tra singoli individui che fra gruppi. Forse sotto sotto, anche con l’avanzare dell’età, non maturiamo altri modi di interazione più evoluti, forse…stop!!! Non partiamo subito con lunghi monologhi interiori su ipotetiche teorie sociologiche: rimaniamo sul qui ed ora. Beh, se mi concentro sul qui, potrei dire che in realtà vorrei essere a casa col mio bambino e che questi luoghi mi provocano tristezza. Osservo e mi intristisco, ma non per me: se voglio posso fingere di divertirmi, sorridere e rispondere alla battute. Mi intristisco per gli altri. Per questa smania di divertirsi a tutti i costi e di volerlo ostentare a tutti sia ai presenti, che non attraverso i social. Questa smania di fare la gara del selfie migliore. Questa smania di andare in giro con un drink (alcolico) in una mano e l’i-phone nell’altra. Non so voi ma questi luoghi mi fanno male. Io non vedo sorrisi o drink o i-phone. Io vedo solo una immensa, profonda e sconfinata voragine colma di disperazione, tristezza e solitudine.

Ma questo non è il mio compleanno e quindi mi devo adattare.

Dall’ingresso scorgo il tavolo dei festeggiamenti e mi dirigo là con la mia amica. Arrivo e colpo di scena: in realtà il compleanno non è uno, bensì due. Uniti. Festeggiamento comune. Non ero preparata.

Bene, cominciamo bene.

Si aprano le danze.

4 pensieri riguardo “About last w-e part 3: il locale fasssshion!

  1. paroledipolvereblog 15 novembre 2017 — 13:11

    A 47 anni io….sono fuori portata ringraziando Dio😉😉😉

    Piace a 1 persona

      1. paroledipolvereblog 15 novembre 2017 — 13:47

        Sono vecchietta….ormai x certe cose😃

        Piace a 1 persona

      2. Ma va là che la vita inizia a 40 anni quindi sei ancora una bambina! 😉

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close