Pensieri pre-sonno post-open day

Il primo open day segna l’ingresso ufficiale nel mondo delle pubbliche relazioni obbligate fra genitori. Il terrore mi pervade, il respiro si ferma ed il cuore batte all’impazzata. Nel mio lettuccio inizio a pensare ed il sonno se ne va. Sono consapevole di ciò che mi aspetta: un enorme universo di pubbliche relazioni da intrattenere forzatamente e contro la mia volontà. Come se il mondo lavorativo non fosse già abbastanza. Cerco di capire che tipo di relazioni saranno. Relazioni quotidiane con gente con la quale non avrò niente in comune. Relazioni quotidiane con gente che non capirà mai le mie battute. Relazioni quotidiane con gente che mi squadrerá sempre dall’alto al basso. Relazioni quotidiane con gente che mi farà interrogatori serrati su ogni nuova teoria educativa di cui io non sarò a conoscenza. Relazioni quotidiane con gente che non parlerà di cibo ma dell’ultima dieta depurativa basata sul solo consumo di uva. Relazioni obbligate con gente che farà la splendida su ogni cosa e a me toccherà pure fingere di reggere il gioco. Relazioni quotidiane obbligate con gente che negherà di vedermi per non essere obbligata a salutarmi. Relazioni quotidiane con gente che crederà di sapere tutto di me non conoscendomi affatto. Relazioni quotidiane con gente prolissa e logorroica che non saprò stoppare ed ascolterò perchè di questo hanno bisogno. Relazioni quotidiane con gente cattiva, perchè la cattiveria è ovunque e lo so bene. Relazioni quotidiane con gente che non mi riterrà alla sua altezza. Relazioni quotidiane con gente antipatica e scostante. Relazioni quotidiane con gente che avrà da ridere su tutto e tutti. Relazioni quotidiane virtuali su gruppi waths app deleteri per cervello e cellulari. Relazioni quotidiane basate sul nulla.

Sudo freddo al pensiero di questo scenario apocalittico, ma persisto nella mia analisi. Da un rapido calcolo sarò costretta a sopportare tutte queste relazioni per i seguenti anni: un anno di sezione primavera, tre anni di scuola materna, cinque anni di scuola elementare, tre anni di scuola media inferiore e cinque anni di scuola media superiore. Totale: 17 anni!. Sono fregata! Quando mi risveglierò da quest’incubo avrò cinquant’anni. La mia vita sarà andata sprecata in fiumi di parole di relazioni obbligate. Ma non è finita qui. Bisogna aggiungere anche tutte le relazioni obbligate collaterali legate alle attività extrascolastiche: lì acquisirò un’altra fetta di gente con la quale interloquire “amabilmente”. Poi ci saranno i compleanni, le feste, i ritrovi tra genitori, ecc…un tunnel senza via d’uscita!

Io che rifuggo da tutto ciò dovrò diventare un “animale sociale”. Io che faccio estrema fatica a trovare un reale e sincero piano comune relazionale dovrò sforzarmi di farlo. Sì, perchè io faccio quasi sempre finta di aver trovato quel piano comune, ma non è mai reale: sono io che mi adatto agli atri, non è una condivisione vera. Dovrò implementare ed affinare le mie capacità di socializzazione. Dovrò farlo per il bene di mio figlio. Per farlo intregrare nel territorio in cui vivrà. Per non farlo vivere come un eremita. Per non farlo diventare troppo simile a me. Mi peserà molto ma mi impegnerò e ce la farò.

Questo è un atto di amore puro ed incondizionato.

 

8 pensieri riguardo “Pensieri pre-sonno post-open day

  1. Problema condiviso e sentito (anche se ho ancora qualche anno per prepararmi).

    Lento nelle relazioni, devo dare esempi migliori e sottostare a relazioni obbligate.
    Da un lato però non mi dispiace nemmeno, nel senso che al momento sono praticamente senza amici di nessun genere, così almeno avrò l’occasione di conoscere qualcuno: può sempre capitare di trovare degli esseri umani in mezzo al rutilare di genitori.

    Piuttosto la domanda che mi faccio è se riusciremo a riconoscerci, tra esseri umani, perché anche io non posso far sapere a nessuno di esserlo, e dovrò sempre mostrarmi solo come la docile e anonima appendice della mia progenie.

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    1. Riconoscersi senza esporsi. Se ci si espone è più facile chi gli altri ti riconoscano e trovarsi tra simili, ma il rovescio della medaglia è che si diventa facili bersagli aumentando le probabilità di essere annientati crudelmente. Riconscersi senza esporsi troppo pare essere l’unica via di sopravvivenza sperando nelle altrui capacità di comprensione tra esseri umani. Una continua partita a scacchi (io non ci so giocare quindi parto svantaggiata!).
      Però mi piace questa tua vena di ottimismo ben celata: una propensione positiva nel trovare tra le relazioni obbligate tra genitori gente simile al proprio io. Io non sono così ottimistra al momento, ma sarà che finora sono stata sfortunata con le mamme locali!

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      1. Credo sia l’ottimismo alimentato dalla disperazione: io ho bisogno di chiacchierate sul senso della vita, di cui sono a digiuno da un po’ troppo tempo, e sono praticamente alla canna del gas, dal punto di vista sociale.
        Razionalmente mi rendo conto che tra le bassissime possibilità di trovare dei miei simili, e le ulteriori difficoltà date dalla mimetizzazione, che potrebbe persino essere reciproca!, l’impresa è a dir poco disperata.
        Consoliamoci: ci resta il WP come social online 🙂

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      2. Arduo è trovare chi voglia davvero discutere di un senso della vita più alto e profondo del “Wow! Che figata la moda autunno-inverno 2017” o “Hai già provato gli apericena del nuovo lounge bar che ha appena aperto?”.
        Difficile è condividere lo stesso concetto di amicizia. Un concetto al quale attribuire un livello molto alto di noblità e lealtà.
        Se ci aggiungiamo che ovunque scarseggia l’empatia…la mimetizzazione diventa l’unica strategia di difesa!!!!
        Ma mai dire mai! 😉

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      3. Commento giustissimo: spesso buona parte della questione in una amicizia potenziale è proprio un accordo sul significato di amicizia e su come vada vissuta.
        Le mie amicizie migliori, ad esempio, sono state tutte ben rimosse da qualsiasi problematica concreta: il mondo reale è noioso. Le idee, invece, mmmm…. 😉

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  2. E pensa quando tutte quelle persone scopriranno il blog e leggeranno questo articolo…

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    1. mi hai appena indicato la via per far terminare le relazioni obbligate ancora prima di farle cominciare! 🙂

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