L’infanzia in un tag

Piombata su di me la nomina di  Romolo Giancani non potevo certo tirarmi indietro da questo giochino che mi ricorda quanto sono vecchia.

Le regole del gioco:
– Usare l’immagine del tag
– taggare e nominare l’ideatore
– Elencare usando anche delle immagini almeno 5 giochi/oggetti legati alla vostra infanzia (da 0 a 12 anni max)
– Nominare, taggare e avvisare almeno 5 amici blogger.

 Pallone

Il primo gioco che mi viene in mente riguarda lui, il pallone di gommapiuma, evoluzione condominiale del Supertele. Lo usavamo noi bimbi del condominio per giocare sulla rampa di accesso ai box. Quello spazio era dedicato al calcio 2 vs 2, ovvero io ed il mio vicino di casa vs mio fratello ed il fratello del mio compagno di squadra. Le prime volte usavamo il Supertele poi, visto che, pur rispettando gli orari comunitari di silenzio, ad un condomino dava fastidio il suo rumore, siamo passati al pallone di gommapiuma. Putroppo l’effetto e la suspence del gioco non erano le stesse senza il rumore ma la gommapiuma ci preservava dalle ripicche del vicino. Talvolta, quando per sbaglio il pallone finiva sul suo balcone, ce lo restituiva forato. Al secondo pallone bucato dall’insensibile vicino, ci siamo dotati di furbizia utilizzando quello in gommapiuma. Tale pallone veniva usato anche nei “tornei” di pallavolo tra me e la sorella dei compagni di calcio sopracitati: la rete era costituita dalla siepe che separava il portico di casa nostra dal loro. Purtroppo nei palleggi, l’usura della gommapiuma si ritorceva su di noi sparandoci negli occhi dei pezzetti di pallone. Tra siepe, pezzetti di gommapiuma negli occhi e schiacciate tra i risicati angoli dei portici non dedicati alle piante, sono fermamente convinta che saremmo state degne di una serie parallela ed automasochista al pari di Mimi Ayuara!

pattiniturbofront

Il secondo gioco sono i pattini. Ho scelto loro anche se contemporaneamente mi sono venuti alla mente la bicicletta, fedele compagna di vita e di giochi dalla quale mi separavo solo per andare a dormire, e lo skateboard, che usavo in discesa sempre sulla ripida rampa di accesso ai box  (gli psicologi odierni parlerebbe di tendenze suicide).  I miei pattini erano verdi: belli, bellissimi, pure quando il sinistro si era parzialmente rotto. Lo so, avrei dovuto avvisare i miei genitori della ormai non più sicurezza dei pattini ma mi avrebbero obbligata a non usarli quindi feci finta di nulla e così, quando un giorno passai sopra un sasso, mi procurai una grave distorsione alla caviglia. Rimessa a posto mesi dopo la caviglia mi regalarono i Roller! Dei Roller, che ho tutt’ora ma non indosso da molti anni, ricordo il gioco degli “scartaggi” con mio fratello. Coi primi pattini invece le corse con il mio compagno di squadra di calcio: mi attaccavo alla sua bicicletta e lui andava “a manetta” per le strade del paese mentre io cercavo di non ammazzarmi evitando buche e tombini. Ripensandoci ora, credo di aver esaurito tutta la mia agilità nei primi anni di vita, per questo attualmente ne sono sprovvista!

Giralamoda

Alla terza posizione ho deciso di inserire almeno un gioco femminile. Non giocavo molto con le bambole e non avevo il Cicciobello, però per un periodo di tempo mi piaceva un sacco “Gira la moda”. Non sono mai stata una fanatica della moda e da piccina non ero certo come le bimbe odierne attente al proprio outfit e a coordinare correttamente il colore del nastro dei capelli con quello dello smalto delle unghie. A me piaceva creare un qualcosa di nuovo e differente ogni volta piuttosto che il vestito in sé. Alla fine credo di aver creato tutte le combinazioni possibili ed immaginabili!

bikini gelato

Non potevo non inserire qualcosa da mangiare tra gli oggetti dell’infanzia! Pane e Nutella era una delle mie merende preferite, ma visto il periodo estivo lascio al gelato Bikini questo quarto posto. E’ collegato a dei momenti particolari della mia memoria: era la merenda dei corsi di nuoto primaverili/estivi. Dopo il corso, mia mamma, mio fratello ed io andavamo al bar tutti affamati ed era il momento gelato. E che gelato!

tessera telefonica

Per chiudere altro oggetto legato alla mia infanzia: le schede telefoniche! Uscivo da scuola (periodo delle elementari) e subito entravo nel prima cabina telefonica lungo il tragitto verso casa. Rapida ispezione per verificare se qualcuno aveva lasciato qualche scheda. Quando andavo in giro per il paese controllavo tutte le cabine telefoniche. Ovviamente pure in trasferta non ero mai a riposo: nei viaggi extra paese o in vacanza non mi lasciavo sfuggire nessuna cabina telefonica: a volte trovavo tessere ancora cariche e lì era una soddisfazione immensa! Ogni tanto vado a recuperare la mia collezione di schede telefoniche giusto per ricordarmi che un tempo esisteva la Sip!

Finita la spatafiata nostalgica.

Cinque oggetti sono troppo pochi, ne ho in mente tantissimi ma visto che non posso ritaggarmi lascio la libertà a voi blogger di lanciarvi in questo carinissimo gioco che vi strapperà dei meravigliosi sorrisi per i bei tempi andati. Per il bimbo che eravate. Per quello che vi è rimasto dentro al cuore.

2 pensieri riguardo “L’infanzia in un tag

  1. Dio santo quanti ricordi😻gira la moda poi…. 😍

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