ALLA RICERCA DEI JEANS (S)PERDUTI (parte 1)

Purtroppo un giorno arriva quel momento: apri l’armadio e ti rendi conto che non hai più jeans della tua taglia. Sai che questo implica recarsi in un centro commerciale per aumentare le probabilità di trovarne un paio senza girare mezza città. Guardi fuori dalla finestra di casa: piove. Sta arrivando l’autunno e quindi non puoi più rimandare: devi andare a comprarli. Fai un sospiro e parti con il proposito di non scoraggiarti subito.

Entri nel negozio e cammini velocemente tra i vari scaffali lanciando sguardi fugaci ai vari modelli di jeans: dopo un minuto ti soffermi davanti a quello del modello “skinny”. Non sai che significa, ma ti ispira simpatia e quindi il prescelto è lui. Bene, ora basta decidere il colore (il classico azzurro) e la taglia (prendi tre taglie differenti per verificare quale è la migliore).

Entri nel camerino: provi la taglia più piccola, ma è troppo smilza. Provi quella più grande e ci navighi dentro. In quel momento la speranza inizia a vacillare, il nervoso sale velocemente e parte una critica mentale a tutto il sistema della moda ed ai suoi criteri di bellezza omologata. La terza taglia ormai non ha senso provarla e quindi apri la tenda del camerino per uscire, ma davanti a te si apre uno scenario apocalittico. Un’intera parete di jeans che per qualche inspiegabile ragione non avevi visto. E’ come vedere il K2: è gigante e maestosa!!! Rimani inerme per qualche secondo, il tempo di realizzare che ci sono un sacco di modelli di jeans: “skinny”, “slim”, “regular”, “push-up” (e tu che credevi fosse un modello di reggiseno!) ed altri di cui non ricordi il nome ma che hai ribattezzato “morbidi effetto tuta”, “aderenti effetto leggins”, “modello only teen-ager”, “da rapper” e “non definito”. Noti che per ogni modello ci sono almeno cinque differenti colori.
Sei ancora lì in camerino e realizzi che moltiplicando ciascun modello per ogni colore ed il risultato per tre taglie differenti (colpa tua che non sai che taglia hai) si ottiene un numero altissimo di jeans: combinazioni infinite nelle quali sarà quasi impossibile trovare l’unico paio che ti calzi a pennello!

I tuoi propositi iniziano a vacillare, la speranza trema, la vista si annebbia, pieghi velocemente i jeans appena provati e li rimetti nello scaffale. Esci dal negozio alla Usain Bolt e quando sei fuori decidi che oggi non è giornata e che la ricerca è terminata.

4 pensieri riguardo “ALLA RICERCA DEI JEANS (S)PERDUTI (parte 1)

  1. Sì. A volte succede di ricercare delle cose (s)perdute … Cià. 😉

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    1. già…mi son talmente persa nella ricerca che son passati solo sette mesi! 🙂

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      1. Grazie…ma finito un tunnel ne inizia un altro!!! È un attimo perdersi di nuovo!

        Piace a 1 persona

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